Descrizione
Oggi sono concluse le manifestazioni in occasione dell'ottantunesimo anno della Liberazione, celebrando la fine dell'oppressione nazifascista, il ritorno della democrazia e il sacrificio di chi, con il coraggio della scelta, ha permesso a noi di vivere in un Paese libero.
In questi tempi moderni essere fedeli allo spirito del 25 Aprile significa essere "partigiani della pace". Non una pace intesa come indifferenza o resa, ma come impegno attivo, quotidiano e faticoso. La libertà che abbiamo conquistato ottant'anni fa non è un bene acquisito una volta per sempre; è un seme che va innaffiato ogni giorno con il rifiuto dell'odio e della sopraffazione
Pertanto il nostro compito come comunità è duplice:
1) Custodire la verità storica, opponendoci a ogni forma di revisionismo che voglia equiparare chi lottò per la libertà a chi servì l'oppressione.
2) Essere costruttori di dialogo, partendo dalle nostre piazze e dalle nostre scuole, rifiutando la polarizzazione estrema e la logica del nemico a ogni costo.
1) Custodire la verità storica, opponendoci a ogni forma di revisionismo che voglia equiparare chi lottò per la libertà a chi servì l'oppressione.
2) Essere costruttori di dialogo, partendo dalle nostre piazze e dalle nostre scuole, rifiutando la polarizzazione estrema e la logica del nemico a ogni costo.
Molto interessante l'orazione della Professoressa Elena Mastretta, Dirigente scientifico dell'Istituto Storico della Resistenza "Piero Fornara" di Novara, gli interventi dei ragazzi delle scuole con testimonianze e riflessioni, gli approfondimenti storico-letterari della Professoressa Maria Grazia Cereda.
A cura di
Letzte Änderung: 26.04.2026 11:34:20